Chi è il podologo
Il podologo è il professionista della Sanità abilitato
a curare tutte le patologie del piede, dalla più semplice
come l'ipercheratosi, alla più complessa come la deviazione
assiale delle dita. Esegue accertamenti diagnostici tra i
quali l'esame barapodometrico e la fluoroscopia
nonché, nel caso di particolari patologie non di sua competenza,
indica al paziente quale sia lo specialista più adeguato.
Presta anche assistenza domiciliare alle persone
disabili e agli anziani allettati.

La formazione del podologo
La laurea di primo livello in podologia è il titolo di
studio che si consegue nelle Facoltà di Medicina e che abilita
all'esercizio della professione presso strutture sanitarie
poliambulatoriali e presso i centri e gli studi podologici.
Si ottiene dopo un corso di laurea triennale che prevede lo
studio di oltre trenta discipline medico-podologiche ed anche
un tirocinio pratico estremamente impegnativo.
Il podologo ha l'obbligo dell'aggiornamento e della
formazione professionale permanente, così come previsto
per i medici e gli altri professionisti sanitari.

Perché il podologo
Il podologo, quindi, è un professionista che ha conseguito
l'apposita laurea, ha l'obbligo di aggiornarsi continuamente,
è quindi preparato sia sul piano teorico che pratico.
Si attiene, inoltre, al proprio Codice Deontologico ed etico,
che colloca il paziente al centro dell'attenzione e gli garantisce
l'assistenza più assidua, la documentazione e l'
informazione più completa.
La sua professionalità ed esperienza gli consentono fra l'
altro di valutare prontamente i casi per i quali è tenuto ad
indicare al paziente le altre specializzazioni sanitarie necessarie alla
soluzione del caso in esame.
La professione di podologo deve essere nettamente distinta da altre
attività, quali ad esempio quella di estetista, figura artigianale
prevista dalla legge, meritevole di massimo rispetto, ma che non può
e non deve essere confusa con quella di podologo.
Le estetiste esercitano l'attività esclusivamente negli appositi centri
di bellezza, limitando il proprio intervento all'aspetto estetico
del piede (taglio delle unghie, smalto, massaggio, ecc.). La legge, infatti,
vieta loro di eseguire prestazioni di carattere terapeutico,
in quanto non abilitate.
